Le mie prime illustrazioni professionali escono su Avvenimenti nel marzo 1989, a partire dal quarto numero. Da lì nasce una collaborazione di oltre dieci anni, spesso al ritmo di circa due immagini a settimana. È una vera palestra: imparo il mestiere lavorando, sperimentando e confrontandomi con temi molto diversi. È anche un giornale a cui resto particolarmente legato.
Ogni progetto ha bisogno della propria voce.
Lavoro come illustratore costruendo immagini e linguaggi visivi attorno ai contenuti, al pubblico e all’identità di ogni progetto. Posso cambiare registro, tecnica e tono; quello che cerco di mantenere riconoscibile è il modo di pensare e costruire l’immagine.

Il linguaggio nasce dal progetto.
Parto dal testo, dal contesto editoriale e dalla funzione che l’immagine deve svolgere. A volte serve una metafora immediata, altre una scena narrativa, un sistema di simboli, un personaggio o una voce più pittorica. Non cerco di adattare ogni brief a una formula già pronta.
Mi interessa soprattutto trovare una sintesi che funzioni subito e che, nello stesso tempo, lasci spazio al racconto, all’ambiguità e a chi guarda. È questo approccio che mi permette di lavorare su salute, psicologia, politica, economia, sostenibilità, letteratura e temi molto diversi senza trattarli tutti allo stesso modo.
Molte collaborazioni non si sono limitate a durare. Si sono trasformate.
Per me l’affidabilità non significa ripetere ciò che ha già funzionato. Spesso significa essere chiamato di nuovo per affrontare uno spazio diverso, un pubblico diverso o una nuova identità editoriale.
La continuità come prova di fiducia.
La collaborazione attraversa negli anni spazi editoriali molto diversi: dall’inserto culturale Mercurio ai ritratti dipinti di musicisti per Musica; dalle grandi aperture de Il Venerdì alla rubrica settimanale Vizi & Virtù di Piero Ottone, illustrata per circa dieci anni; dai ritratti di manager e imprenditori per Affari & Finanza fino a Green Heroes. Ogni nuovo incarico richiede un linguaggio diverso e riconoscibile all’interno di una relazione professionale costruita nel tempo.
Collaboro regolarmente con il Corriere della Sera dal 2013. Nel tempo affronto incarichi molto diversi: illustrazioni per la cronaca e l’attualità, le copertine settimanali di Corriere Salute e il dialogo visivo con gli articoli di Alessandro D’Avenia per Ultimo Banco. Tempi, temi e registri cambiano; il rapporto si rinnova attraverso nuove responsabilità editoriali.
Dal 2008 lavoro con continuità per Riza Psicosomatica. La sfida è mantenere una voce coerente con l’identità della rivista senza trasformarla in una formula: ogni mese nuovi temi, nuove metafore e nuove immagini dentro un sistema visivo riconoscibile.
I progetti che mostro qui sono solo una parte della storia.
In oltre trentacinque anni di lavoro ho realizzato migliaia di illustrazioni per quotidiani, riviste, libri, aziende e istituzioni, in Italia e all’estero. Il sito privilegia i progetti più recenti e quelli che raccontano meglio il mio metodo; non vuole essere un archivio completo.
Accanto al lavoro editoriale ho collaborato a lungo con aziende e agenzie di comunicazione, realizzando campagne stampa e affissione, house organ, pubblicazioni aziendali e progetti below the line. Ho lavorato, tra gli altri, con Saatchi & Saatchi, Armando Testa, Roncaglia e Wijkander, Grey Worldwide, Ogilvy & Mather e Publicis, per aziende italiane e internazionali.
Per circa vent’anni una parte del mio lavoro è stata distribuita a livello internazionale attraverso The Image Bank e, successivamente, Corbis e Getty Images, raggiungendo editori, giornali, studi grafici e aziende in molti paesi.
Clienti e collaborazioni
Giornali, riviste e media
Editori
Aziende
Enti, istituzioni e organizzazioni
Disegnare, dipingere, insegnare.
Da oltre vent’anni affianco all’attività professionale l’insegnamento allo IED di Roma, lavorando con gli studenti di illustrazione sulle tecniche pittoriche e sulla costruzione di un linguaggio personale. Per otto anni ho insegnato anche alla RUFA, dove ho lavorato con gli studenti di graphic design sull’uso dell’illustrazione, sulla conoscenza degli autori e sulla produzione autonoma di immagini.
Il confronto tra strumenti digitali e materiali tradizionali continua a essere parte del mio modo di pensare le immagini.
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